Neurodivergenze
“Neurodivergente” è un termine utilizzato a livello sociale (non clinico) per riferirsi a tutte le condizioni di diversità neurobiologica. In ambito clinico il termine più corretto è neuroatipicità. Cosa significa? Che il cervello di alcune persone pensa, interpreta, si sviluppa in uno specifico modo, che “diverge” ovvero si discosta dalla “norma” intesa come la maggior parte della popolazione. Cosa rientra principalmente in questa parola? Autismo, ADHD, APC (alto potenziale cognitivo), DSA, disprassia. Tuttavia vi sono altre condizioni e caratteristiche che possono essere incluse.
Autismo
Il livello di autismo che viene indicato nella diagnosi altro non è che l’indicazione (in base alla valutazione del clinico) di quanto supporto è necessario per quell’individuo nella quotidianità.
Per capirci meglio: livello 1 poco supporto, livello 2 supporto medio, livello 3 alto bisogno di supporto.
Ma come diciamo sempre, la diagnosi può darci alcune iniziali indicazioni, ma il piano riabilitativo o il percorso psico-educativo deve sempre essere basato sull’individuo. Non esiste un programma uguale all’altro, e se provano a vendervi la “ricetta perfetta” per “guarire” dall’autismo, state pur certi che si tratta di fuffa.
In primo luogo l’autismo non è una malattia ma una condizione neurobiologica, pertanto non c’è nulla da guarire. Se vi sono delle difficoltà specifiche, si affrontano e insieme si impara a sviluppare strategie efficaci o si apprendono nuove abilità laddove non ci siano.
In secondo luogo ogni trattamento, che sia comportamentale, psicologico, logopedico o psicomotorio, viene cucito su misura sulla persona, non sulla base della diagnosi ricevuta, ma sulla base della nostra conoscenza diretta, delle necessità quotidiane che si presentano nel momento specifico e in base al contesto di vita.
Le terapie devono cambiare e crescere con la persona. Non c’è una cosa che vada bene sempre e comunque.
Autismo infantile
Quando nasce un figlio, prima di tutto nasce nella testa dei genitori.
Che viso avrà? Quale sarà la sua prima parola? Avrà la passione per il pallone come il papà?
Ma la realtà non combacia quasi mai con il figlio ideale che ci eravamo immaginati.
E in certi casi, purtroppo, ci si scontra con una realtà che può spaventare.
Spesso l’autismo ci fa vedere tutto ciò che quel bambino non è, e che, forse, non sarà mai.
Ogni giorno incontro genitori di bambinə autisticə (in particolare di livello 3) che mi rivolgono le loro legittime preoccupazioni.
Ciò che posso fare per loro è accoglierli, consolarli, comprenderli e costruire insieme a loro il giusto percorso per i loro figli.
Partendo da ciò che sono e da ciò che possono imparare.
Togliamo i riflettori dai limiti e mettiamoli su tutto ciò che possiamo insegnare loro.
Come possiamo aiutarvi
in Studio Kalipè?
Ciao, sono Roberta, fondatrice dello Studio Kalipè.
Ogni giorno poso all’entrata i miei 30 anni e gattono: mi dipingo la faccia, preparo giochi, attività e mi siedo con i bimbi per aiutarli ad imparare ad essere adeguati per la loro età.
Ri-imparo a disegnare omini, a leggere, a scrivere, a mangiare con le posate, a non bere troppo velocemente e ad accettare di buon grado i no degli adulti. Poi mi ricompongo, mi siedo sulla scrivania e accolgo i quesiti, le preoccupazioni, le difficoltà di giovani adultə e adultə che hanno scoperto di essere neurodivergenti e sentono il bisogno di comprendersi un po’ di più.
Lo ammetto, non è sempre divertente e soprattutto non è facile.
Spesso il mondo non è fatto di disegni di casette con il sole che splende.
È vero, la neurodivergenza non rappresenta di per sè un problema o un disturbo. Però esiste una realtà anche molto diversa, fatta di persone che percepiscono questo mondo neurotipico troppo stretto; di genitori che non possono sentire la voce dellə loro figliə chiamarli “mamma” o “papà”; di adolescenti che si sentono sbagliati. E questa è una grossa fetta di popolazione che necessita di supporto per poter trovare il proprio benessere psicofisico.
E allora studio, mi formo, mi confronto, chiedo supervisioni, leggo ricerche, incontro professionisti più esperti di me per poter ogni giorno avere una possibilità in più di migliorare la qualità della vita di queste famiglie.
Che cos'è l'autismo infantile?
È un disturbo del neuro sviluppo che può presentarsi con diversi livelli di gravità.
Le caratteristiche di questo disturbo riguardano:
Sfera del linguaggio e della comunicazione
Interazione sociale
Interessi ristretti e comportamenti motori ripetitivi e stereotipati
Nelle forme più gravi è compresente un ritardo di sviluppo cognitivo e la comunicazione verbale è assente, come anche il contatto sociale.
Nelle situazioni più lievi di autismo, con un quoziente intellettivo nella norma, si parla di Autismo ad alto funzionamento (in passato identificato come sindrome di Asperger).
ATTENZIONE!
Non significa avere per le mani un piccolo genio incompreso.
Le capacità cognitive risultano adeguate rispetto all’età, mentre si riscontra inadeguatezza negli aspetti legati all’interesse verso gli altri.
ATTENZIONE! Questo non significa avere per le mani un piccolo genio incompreso. Significa che le capacità cognitive risultano adeguate rispetto all’età, mentre si riscontra inadeguatezza negli aspetti legati all’interesse verso gli altri, al comunicare in modo adeguato non solo con le parole ma anche con la mimica facciale, la gestualità e il tono di voce.
Cosa significa Asperger?
Ad oggi, con l’ultima revisione del manuale diagnostico DSM V, la sindrome di Asperger è stata accorpata alla diagnosi di autismo, nella quale deve essere indicato il grado di compromissione delle diverse aree.
Per chi in passato avrebbe ricevuto diagnosi di Sindrome di Asperger, oggi potrebbe ricevere diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico di grado lieve, senza compromissione intellettiva e linguaggio nella norma.
Campanelli d’allarme autismo infantile
Già a partire dai 18 mesi di età è possibile osservare alcuni sintomi dell’autismo, specialmente nei casi di maggior gravità.
Può tardare la comparsa del linguaggio, oppure non svilupparsi del tutto.
Movimenti del corpo, delle mani o del viso, non finalizzati e ripetitivi
L’interesse verso le altre persone è molto scarso
Non si girano quando vengono chiamati per nome
È possibile che non si sviluppi il pointing richiestivo (indicare un oggetto desiderato, guardando l’adulto in modo da comunicare la richiesta)
Iper o iporeattività agli stimoli sensoriali (come interessi insoliti per luci, suoni, dettagli)
Dati epidemiologici
Negli ultimi 10 anni si è assistito ad un raddoppio delle diagnosi di autismo.
Dagli studi effettuati in Italia, risulta che 1 bambino su 59 sviluppa un tratto autistico.
Il rapporto maschi femmine è di 1:4.
Un numero sicuramente più alto di quanto vi aspettaste, ma attenzione, in questo dato rientrano anche i soggetti ad alto funzionamento e con sintomatologia lieve.
Fattori di rischio autismo infantile
L'autismo è un disturbo dello sviluppo biologicamente determinato.
Esposizione in gravidanza ad agenti inquinanti
Avanzata età paterna
Basso peso alla nascita e prematurità
I vaccini
Non esistono prove scientifiche che i vaccini possano causare l’autismo.
Tuttavia molti genitori imputano ad essi il disturbo perché i sintomi riguardanti le competenze sociali compaiono nel periodo che coincide con le vaccinazioni.
Valutazione e diagnosi autismo
presso il nostro studio
La diagnosi di autismo si effettua attraverso valutazioni neuropsicologiche trasversali, che riguardano le diverse aree di sviluppo. Ecco quali sono le fasi della valutazione:
Colloquio genitoriale per la raccolta anamnestica
Somministrazione di questionari ai genitori
Osservazioni e somministrazione di test (compreso l’ADOS-2)
Restituzione di quanto emerso dalla valutazione
L’Ados-2 è uno dei più importanti test diagnostici utilizzati per la valutazione e la diagnosi dello spettro autistico. Richiede una formazione specifica ed esperienza nella somministrazione.
Trattamenti in Studio Kalipè
Utilizziamo un metodo Evidence Based, basato su evidenze scientifiche e dati oggettivi, questo ci permette di essere massimamente efficaci e di adattare tempestivamente i programmi di apprendimento.
I trattamenti che hanno dato maggior prova di efficacia sono quelli:
precoci ed intensivi
comportamentali
cognitivi
psicoeducativi
Una caratteristica delle persone autisticə è la loro rigidità. Spesso i loro successi sono legati all’ambiente, al materiale utilizzato o all’operatore con il quale stanno lavorando.
Ci spostiamo spesso sul territorio, collaboriamo con la scuola, con la famiglia e con i diversi ambienti frequentati dal soggetto.
In studio Kalipè seguiamo bambini, ragazzi e adulti:
A partire dai 18 mesi, in molti casi non è ancora presente una diagnosi di autismo, ma alcuni campanelli d’allarme fanno sì che sia consigliabile un intervento precoce.
Dai 6 agli 11 anni strutturiamo interventi intensivi, il più possibile in piccolo gruppo, per favorire la socializzazione e lo sviluppo di competenze emotive e comportamentali adeguate.
Dagli 11 anni fino all’età adulta le esigenze cambiano. Cominciamo a ragionare sul mondo dei grandi, a prepararci per essere più autonomi possibile.
Centro Autismo Infantile: presa in Carico Globale
e Trattamento ABA
Il nostro servizio di Presa in Carico Globale è strutturato in modo da offrire il più precocemente possibile un elevato numero di ore settimanali, massimizzando le occasioni di apprendimento e le opportunità di generalizzazione.
Proprio per questo lavoriamo in equipe, un team di professionisti segue costantemente il percorso in tutte le sue fasi.
Psicologi, educatori, neuropsicomotriciste e logopedisti sono formati e specializzati nel trattamento riabilitativo di persone autisticə.
Inoltre un’esperta dell’analisi del comportamento (BCBA) supervisiona settimanalmente i trattamenti.
Perché il trattamento ABA nel nostro centro?
Utilizziamo l’ABA (Applied Behaviour Analysis) perché è una scienza che studia il comportamento e le reazioni all’ambiente.
Questo ci permette di aiutare le persone autistiche (in particolare di livello 2 o 3) a migliorare la qualità di vita, agendo direttamente sui comportamenti osservati.
Utilizziamo l’ABA (Applied Behaviour Analysis, ovvero Analisi Applicata del Comportamento) perché è una scienza che studia il comportamento e le reazioni all’ambiente. Questo ci permette di aiutare le persone autistiche (in particolare di livello 2 o 3) a migliorare la qualità di vita, agendo direttamente sui comportamenti osservati.
L’ABA si è rivelato molto efficace perchè:
Riduce i comportamenti problema
Aumenta la comunicazione
Migliora le relazioni
Intensifica l’apprendimento
e i comportamenti socialmente appropriati
La strada che percorriamo è quella dell’apprendimento senza errori, con rinforzo positivo.
Ciò che riteniamo di grande importanza è generalizzare costantemente gli apprendimenti.
In questo modo lavoriamo sulla flessibilità, per contrastare la rigidità tipica delle persone con autismo.
Ma non solo!
La nostra equipe è composta da:
– tecnici del comportamento ABA (Applied Behavior Analysis)
– neuropsicomotriciste specializzate in neuroatipicità con differenti modelli comportamentali
– Logopediste esperte in CAA (comunicazione aumentativa alternativa)
– Psicologhe specializzate in tecniche cognitive e comportamentali
questo ci permette di costruire, modificare e adattare i percorsi in modo massimamente
personalizzato, utilizzando approcci e tecniche differenti in base alle esigenze.
Sentiamoci su WhatsApp per qualsiasi dubbio, problematica o informazione sui percorsi dello studio.
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